La nostalgia e la memoria

La prigione

Incasellai nella mente
sguardi fiori e uno spicchio di cielo.
La pianura addormenta l’anima,
ma la prigione resta ferma sulla collina.

Dopo tentai di gettare l’anima
al di là del muro. Zelante
il guardiano me la sbattè sul muso.

S.Vittore 21 ottobre 1971

Verrai?

Nel silenzio della prigione
rumore di vetri infranti.
Verrai domani?
Questa notte non passa mai…
L’alba indugia sulla montagna
poi
a batuffoli la notte impoverisce
e tu chini la fronte.

Ora l’alba è tutta nel tuo grembo.
La notte è passata. Verrai?

S.Vittore 30 luglio 1971

Il postino

Il mattino ed io
ci siamo alzati imbronciati
niente è più triste
di un giorno sciroccoso di luglio
a sentire il grido rauco dei gabbiani

ma più tardi
il vento è caduto
e per me
è giunto il postino
a sterrare l’angoscia.

Procida 6 luglio 1972

Galera

Là, dov’era più umido
fecero un fosso enorme
e nella roccia scavarono
nicchie e le sbarrarono

alzarono poi garitte e torrioni
e ci misero dei soldati, a guardia

ci fecero indossare la casacca
e ci chiamarono delinquenti

infine
vollero sbarrare il cielo

non ci riuscirono del tutto

altissimi
guardiamo i gabbiani che volano.

Favignana 1 giugno 1973

Ansia

Tutte d’un fiato
ho fatto
le scale della prigione

laggiù il mare

schiamazzano
sulla riva
i gabbiani

In lontananza
trema la sera.

Augusta 4 febbraio 1972

Con quest’anima inquieta

Come una vecchia
Amica tornò ancora la pioggia
A battere il tempo
Sul selciato

E la terra
La riceve tutta
Nel grembo
Mentre sorridono
Gli alberi
Nel respiro della primavera

Anch’io m’appresto
A riceverla
Con quest’anima inquieta
Che smania
E che vuol correre
Nei prati
Appena bagnati.

Volterra 14 marzo 1971

L’albero

Dal muro di cinta
spuntava l’albero
tanto da sembrare
un arbusto appena

con nettezza
marcava i confini
della libertà concreta

soltanto nella mente
negli scritti,
vasti orizzonti
e tutte le idee

…le stesse che crescono ai margini
d’una storia d’amore.

Favignana 8 aprile 1974

Durezza

Il momento mortificante
durò fino all’alba

razionale
la primavera diede contorni
precisi alla mimosa

memorie

adesso tu
puntelli l’anima,
corazzandola.

Favignana 3 giugno 1973

Lager

Oscillano
i resti del giorno
e
nella luce frugale
sentiamo un mare
rassegnato
alla spinta dei venti.

Osserviamo un muro bianco
osserviamo un muro duro
osserviamo un muro granuloso
osserviamo un muro offensivo
osserviamo un muro
un muro
un muro
un muro
martellante
muro
su cui continuiamo a scrivere…

In questo paesaggio
straniero all’anima e
con un muro
vorrebbero spianare
le nostre coscienze.

Asinara 22 agosto 1977

Un grido

Indifferente alla sera
osservo cadere
sul profilo duro
filamenti di luce

Un grido
un gesto
vento antico
e
nella manipolata
notte
sento risate
che rivendicano tutti
i colori del cielo, del giorno.

Asinara 9 settembre 1977

Una sosta

Stridule note
muovono
le prime ore.

L’ultima stella
svanisce, sparisce.

Adesso il carcere
rimbomba
tumulta
nel giorno
e scandisce ore
arruffate
ammucchiate
scamiciate
sudate
tatuate.

Sono strazi
e grida
e suoni.

Ma
c’è pure l’attimo
mio-tuo
ed è così vivo
il ricordo
quando, piegato
sul corpo tuo sereno,
inutilmente
contavo i giorni
da te, da me vissuti.

Palmi 29 agosto 1984

Bilancio

Cominciò tutto diciotto anni fa.
Era il settembre
del millenovecentosessantasette.

Mostro, scrissero i giornali,
e la sentenza: bandito.

Poi l’ergastolo e la cartella
biografica su cui i carcerieri
tutt’oggi scrivono: sobillatore
sovversivo
rivoltoso
nappista
brigatista
terrorista
irrecuperabile.

Mi pareva di aver percorso
tutto l’arco della trasgressione.
Non è così. Di recente
hanno coniato un’altra categoria:
irriducibile,
e il carceriere ha dato una triplice
mandata al blindato della mia cella.

Palmi marzo 1985

Il grecale

Quando sulla piana
soffiò il grecale
ancorammo
l’anima al dolore.

Volterra 22 ottobre 1970

I rumori del bosco

Sfumano i colori del bosco.
dappertutto – intorno allo stagno –
risuona altissimo un grido
– o un pianto?

Ma il cacciatore è nell’ombra
d’un ramo spezzato.

La volpe è ferita.
Struggente è la ricerca
di una sola parola
e sotto lo stagno suda il dolore.

E’ scesa la notte.
Tutto è immobile
nel silenzio del bosco.

S.Vittore 13 ottobre 1971

Informe

La libertà
è sospesa

Organizzato
è il giorno
i giorni
la vita

ascoltare
dimenticare
far tacere la coscienza

organizzata
è la notte
le notti.

Procida 28 novembre 1972

Unilaterale

La solitudine
è un lungo fiume
all’ansa
solo l’angoscia
ne rallenta il ritmo

e nel cielo
pulsano decisi
i marmi
dell’Orsa Maggiore

dopo, senza incertezze,
precipita
ad affrettare la vita
aspettando l’ozio
sotto i pioppi
e i lampioni.

Procida 22 agosto 1972

Pensieri

E’ così lontano il tempo dell’innocenza.

In campagna è meccanico il canto
dei grilli. Il latte delle mucche: programmato…

Nelle metropoli poi hanno vestito
la miseria a tinte vivaci,
salgono i toni dello sfruttamento
e si riposa in case-transistor.

Solo sul mare pare esserci la vita di sempre
ma i fondali sono insidiosi…

L’uomo è quello di sempre, tutto crea,
tutto distrugge, teneramente feroce.

Favignana 7 ottobre 1973

Esausto

Uno squarcio
di libertà
da invocare
su strade
con angoli
troppo acuti

è sempre
urgente l’urlo
di grandi voglie
di sterminati prati
di sterminati cieli
di sterminata calma.

Favigna 1 dicembre 1973

Traversata

Sono molti
a dipingere la pena
sull’anima mia
ed alzare
le quattro pareti
per contenere tutta
la malinconia.

Acuta è la nostalgia
del verde poco lontano
e
destino
piegarsi alla furia
dei venti
senza un preciso appoggio
nella sera.

Come una rondine
che attraversa
l’ultimo tratto del mediterraneo
verso l’estate nuova,
per vivere,
cerco un pezzo di sughero, sul mare.

Favignana 29 settembre 1973

Lontananze

Da pianure assolate
io vengo. E dal mare.
Giochi ripetitivi. Scorie.
Infanzia cadenzata
da immagini vaghe.
Travagli.
Casuali intrecci. Mutismi.
Dopo, indocile ai rumori,
alzai il capo
e, ribelle, spezzai i cieli.
Ogni stupore
si consumò così,
in un momento solo.

Le pianure assolate
lasciai. E il mare.

Asinara 8 novembre 1977

Scirocco

Per tutta l’aria:
vento caldo.

E’ lei, mi dico,
dall’altro mare.

Ma tu, carica di rabbia,
gironzoli ancora
attorno alla prigione.

Nuoro 9 agosto 1978

Insonnia

Solo a tarda sera
svaniscono i tormenti.
Col rumore dei ferri
che stimolano suoni
incorporati negli anni.

Ogni tesoro, sai,
porta i colori del sole…
e valeva la pena
di attendere ancora
il giorno,
pure se
i cieli di notte
portano l’impronta
del sorriso tuo.

a tarda ora
si dissolvono, comunque,
tutte le tenebre.

Palmi 12 maggio 1980

Quell’adolescenza

Nella trasparenza
dell’ultima ora
sudate
si piegano
tutte le stelle
sotto il peso
di pochi
anni di vita:
diluiti
agitati
manipolati
scherniti.

Ma
per un ragazzo
dinnanzi all’ingiustizia,
di fronte al buio,
nella notte: la morte

Resta pur sempre la morte
la curiosità più grande.

Palmi 25 settembre 1980

Mattinata

E’ tempo di darsi
un progetto
per il giorno
perchè regga
la volta del cielo.

Resta da vedere
come sostenere
tutto l’azzurro…

di certo
non basteranno
gli olmi
e i ciuffi di vischio,
né le radici,
se sono sette i cieli.

e sai, stamane,
è di un verde
struggente
tutta quanta
la brughiera.

Palmi 2 novembre 1980

Questa sera

Non hai
che da sollevare
un lembo appena
della sera
e tutto
di questa sera
diventa un travaglio.

I monili
sono i soliti
e le discrepanze
dislivellano
l’urlo.

Con dignità…

(la riflessione
è un’impronta concreta?

poi,
a notte avanzata
un altro quesito:
il pensiero è materia?)

Vedi, già nel primo
pomeriggio
la linea del sottobosco
pareva diseguale.

Adesso, cortese: la notte.
Tutta quanta la notte,
questa notte, nasconde…

Palmi 2 maggio 1981

Primavera 83

Questa volta ci troviamo
a contare le rughe
e sollecitiamo
col gesto
lo sguardo e la parola,
la reciproca tenerezza.

Intorno
ancora una volta
la rappresentazione
della primavera…
e sai di resina
e il vestito giallo
a renderti luminosa

e vedi
il sottobosco è vivo
e il gelsomino è già fiorito

tutta questa serietà
si muta, adesso,
in un sorriso complice.

Hai il privilegio di essere
un giovano albero.

E dimmi, amata,
sul tardi
guarderai la stessa stella?

Palmi 21 marzo 1983

Accoramento

Ai piedi
del grande versante
se una cagna latra
il vento
risponde e geme,
e bestemmia iddio
all’angolo del casale.

Tra questi campi
ci sono nebbie
e giornate di vento
che portano in sé nenie
e la ripetizione delle cose
spinte fino all’eterno.

Mette malinconia
questo borgo
così rimpicciolito.

Sul tardi
seppelliremo
il più vecchio,
ucciso ieri
dalla
cirrosi epatica.

Cuneo 28 settembre 1985

Estate 85

Sono tornato dove
l’estate precipita:
Improvvisa
la nebbia
cancella
il cielo,
la violenza del verde.

E queste brume
non danno pace,
il cuore tumulta
e le pupille
cercano invano
l’orizzonte amato che,
scompare del tutto,
quando l’estate
in un attimo solo, cede.

Cuneo 5 agosto 1985

Severina

Appoggiata al muro
flettesti lieve
le ginocchia
sentendoti osservata.

Tenero gesto
mentre le labbra
tue scendevano
sulle mie
che ti porgevo.

Dalla prigione
uscita ritta
nella tua
figura di donna.

Saluzzo 25 aprile 1977