a cura di Pino Cacucci, disegni Stefania Venturini, Palermo – Edizioni della Battaglia / Junk books – 1997

(Oltre al racconto dell’uscita dal carcere dopo 20 anni 8 mesi e 1 giorno, figurano le prime poesie scritte fuori del carcere)



Mi sono svegliato verso le 16. Il cielo lattiginoso, pesante: afa e umidità.


UNA LACRIMA

Con la Grande Svolta
venne la restaurazione
e furono necessarie
le pietre e gli acciai.

Smarrimmo alla svelta
gli scopi e non fu possibile
vivere sopra le righe.

In un angolo
una donna a tutt’oggi aspetta.
Una lacrima lunga
scivola via.
Troppo lunga da asciugare“.



CONSUMMATUM EST
A P. Levi


È stato freddo e feroce
l’inizio di questo aprile
deturpato dai silenzi
che
    scuotono-inseguono
e ci riportano
i ricordi originali
quando: leggendo il possibile,
tutti quanti ci schierammo.

Auschwitz, la fine dell’infanzia:
un’ombra lunga sui giochi
interrotti e mai più ripetuti.

Ma rimane il ricordo
del gallo di metallo: trafitto
dalla banderuola di latta
che vibrava al soffio del vento,
e
questo aprile così duro
ha il colore dello sterrato,
tarda a passare e ci costringe
spalle al muro al silenzio,
perché tutto possa consumarsi.

(Aprile 1987)